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Straining, presupposti si configurabilitàLa suprema corte di cassazione è intervenuta per definire i presupposti di configurabilità dello straining con sentenza del 5 dicembre 2018.Nel caso di specie, un lavoratore lamentava di aver subito condotte vessatorie e, precisamente, una serie di condotte mirate ad eludere la precedente sentenza con la quale era stato annullato un precedente licenziamento e disposta la reintegrazione nel posto di lavoro. In questo...

Uso personale di internet a lavoro: quali possibilità di controllo per il datore di lavoro La corte di cassazione, nella sentenza n. 3133 del 1 febbraio 2019 interviene sul tema del controllo dei lavoratori e, in particolare, su una fattispecie che riguardava il controllo di una cronologia di ricerca web del computer dato in uso ad una segretaria.La corte di cassazione, richiamando anche le decisioni del Garante...

L’obbligo di repechage si estende anche alle società del gruppo?Una sentenza della corte di cassazione del 13 novembre 2018, la numero 29179, ha affrontato la questione dell’obbligo di repechace in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.Si tratta in particolare di quell’obbligo che ricade sul datore di lavoro di individuare ipotesi di ricollocazione del dipendente prima di procedere al suo licenziamento per giustificato motivo oggettivo.La massima...

Contratto a termine – necessita forma scritta e sottoscritta da entrambe le parti A proposito della necessità della forma scritta del contratto di lavoro a termine, la Suprema Corte di Cassazione si è già pronunciata, con l'ordinanza n. 2774 del 05.02.2018, ed ha affermato l’invalidità del contratto a tempo determinato sottoscritto esclusivamente dal datore, a nulla rilevando il fatto che il lavoratore abbia poi prestato regolarmente servizio....

Infortunio sul lavoro e responsabilità del datore di lavoroIn materia di tutela dell’integrità fisica del lavoratore, la cassazione, con la sentenza 27034 del 24 ottobre 2018, ha affermato che il datore di lavoro è esonerato da responsabilità soltanto quando la condotta del dipendente abbia assunto i caratteri dell’abnormità, dell’imprevedibilità e dell’esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo tipico e alle direttive ricevute. Ne consegue che, qualora non ricorrano...

Il tempo di attesa deve essere retribuito, parola della corte di cassazione Con l’ordinanza 9 ottobbre 2018 n. 24828 la corte di cassazione ha stabilito che non può essere considerato di riposo intermedio ma è lavoro a tutti gli effetti la temporanea inattività se il lavoratore non può disporre di quel tempo per sue esigenze.La causa era stata promossa da un lavoratore che si era visto respingere...

Il licenziamento stato intimato alla lavoratrice nel periodo compreso tra il giorno della richiesta delle pubblicazioni del matrimonio e l’anno successivo alla celebrazione del matrimonio è affetto da nullità,  ex art. 35 DL n. 198/2006.L’art. 35, c. 5 DL n. 198/2006 prevede dell’eccezione al divieto di licenziamento solo per una delle seguenti ipotesi:“a) colpa grave da parte della lavoratrice, costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di...

In questo articolo analizziamo la prima sentenza di un giudice di merito (tribunale di Bari) che lo scorso 11 ottobre 2018 (sentenza n. 43328), ovvero dopo poche ore la diramazione del comunicato relativo alla pronuncia di incostituzionalità della corte, ha disapplicato il rigido criterio del risarcimento del danno previsto per l’illegittimo licenziamento nel contratto di lavoro a tutele crescenti introdotto dal jobs act.Oggetto della vicenda era...

Come noto, dopo l'introduzione del decreto dignità, il contratto a termine senza causale può essere stipulato per la durata massima di 12 mesi. Quindi qualora si volesse rinnovare o prorogare il contratto, sarà necessario specificare la ragione della proroga, indicandola in una di quelle previste dalla legge. La durata complessiva del contratto a termine non potrà comunque essere superiore ai 24 mesi e il numero di lavoratori impiegati...

Illecita interposizione di manodopera: quando si può chiedere la costituzione del rapporto di lavoro direttamente in capo all'appaltatore. Costituisce illecita interposizione di manodopera qualsiasi comportamento negoziale (es. appalto, fornitura, contratto d’opera) con cui un datore di lavoro non autorizzato somministra manodopera ad un altro: essa può desumersi da una serie di indici: mancata organizzazione imprenditoriale dell’appaltatore;esercizio del potere direttivo del committente;ingente impiego di capitali, macchine, attrezzature da parte...

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