Contattaci

035 19964680

Orario

lun-gio 10 - 13 | 15 - 19 ven 10 - 13

Email

bergamo@dirittilavoro.it

Home avvocato lavoro bergamo Contestazione disciplinare

Blog

Contestazione disciplinare

Contestazione disciplinare – Giustificazione del lavoratore – Sanzione disciplinare – Impugnazione della sanzione disciplinare

Il diritto alla difesa, e quindi anche il diritto a spiegare le proprie ragioni, è riconosciuto dalla Costituzione. Lo Statuto dei Lavoratori poi ha specificamente applicato tale diritto al caso delle sanzioni disciplinari, stabilendo che nessun provvedimento può essere adottato nei confronti di un lavoratore se prima non gli è stato contestato dettagliatamente l’addebito che gli viene mosso e non gli viene permesso di giustificare il proprio comportamento nei cinque giorni successivi.

Solo dopo questa procedura, prevista dalla legge (art. 7 L. 300/1970) a pena di nullità, il datore di lavoro può materialmente comminare la sanzione disciplinare. In sede di giustificazioni, che il datore di lavoro è obbligato ad ascoltare, il dipendente potrà esporre le sue ragioni.

Nel caso in cui il datore di lavoro, invece, sanzioni direttamente il lavoratore, senza preventivamente contestargli l’addebito e/o senza sentirlo a sua difesa, la sanzione può essere impugnata davanti agli organi competenti tramite un Avvocato del Lavoro. Innanzi tutto, la sanzione può essere impugnata – in un caso come questo – per vizi di forma: Il fatto che al lavoratore non sia stata fatta una contestazione specifica preventiva degli addebiti, ovvero il fatto che non gli è stato consentito di esercitare il diritto di difesa, è quanto basta perché il Giudice del Lavoro debba dichiarare nulla la sanzione.

In secondo luogo, la sanzione può essere impugnata nel merito, argomentando le ragioni per cui si ritiene che la contestazione sia falsa o non imputabile al lavoratore o irrilevante sul piano disciplinare.

Infine, i provvedimenti disciplinari possono essere impugnati sotto il profilo della proporzionalità: la sanzione infatti non può essere sproporzionata rispetto alla mancanza commessa dal lavoratore e, se viè una manifesta sproporzione, il giudice può annullare il provvedimento disciplinare anche sotto questo profilo.

DirittiLavoro – Avvocati del Lavoro